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Psicoterapia e Consulenza Psicologica

The best care

Psicoterapia

Cos'è una Psicoterapia. La Psicoterapia è un percorso di cura basato su colloqui, finalizzati alla comprensione dei processi psicologici del paziente che causano la sofferenza in atto. Un percorso terapeutico permette di aumentare la consapevolezza dei meccanismi che generano le difficoltà in atto e di definire insieme al paziente come poterli modificare, in modo da diminuire il malessere del momento ed essere maggiormente in grado di gestire anche le situazioni di difficoltà future.

Quanto dura una Psicoterapia. Consideriamo la psicoterapia come un processo con un termine e non come un indefinito percorso di conoscenza personale. Un percorso di psicoterapia non ha una lunghezza definibile prima dell’intervento, in quanto bisogna definire quali siano le dinamiche psicologiche legate alla sofferenza del paziente e quale sia la loro origine. È pertanto possibile che alcuni percorsi durino anni e altri invece si chiudano nell’arco di qualche mese.

I dati che definiscono la durata media delle terapie sono basati su stime statistiche e prevedono, ad esempio, un paio di mesi per il disturbo di ansia, qualche anno per i disturbi di personalità o un accompagnamento strutturato costante con appoggio a servizi esterni nel caso di schizofrenia. Tuttavia la psicoterapia è un lavoro clinico, ovvero basato fortemente sul paziente specifico, che può essere anche molto lontano (sia in eccesso sia in difetto) dal riferimento statistico della propria psicopatologia.

I Nostri Approcci
Terapia Cognitivo Comportamentale

L'approccio CBT (Cognitive-behavioral therapy) è oggi molto diffuso per l'efficacia dimostrata anche dalla ricerca clinica scientifica. Il filone teorico iniziato da Beck ed Ellis negli anni Settanta si è nel tempo diffuso e modificato, continuando ad identificare alcune procedure standardizzate (protocolli) per la risoluzione dei maggiori disturbi psicopatologici.

L'attenzione sulle emozioni vissute dal soggetto come collegate a specifici pensieri e credenze che il soggetto ha su se stesso, sugli altri e sul mondo, rappresentano il nucleo centrale di intervento. Sviluppi recenti della terapia cognitiva hanno diffuso l'utilizzo di tecniche di intervento nel colloquio che privilegiano l'intervento sui processi di pensiero del paziente e non solo sui contenuti del pensiero.

Il percorso terapeutico presuppone un'attiva collaborazione tra paziente e terapeuta, con la proposta anche di attività di monitoraggio delle attività svolte dal paziente in settimana e suggerimenti circa alcuni comportamenti che - se attuati - possono accelerare l'efficacia del percorso terapeutico.

Professionista di riferimento: Dott. Luca Morganti
Terapia Costruttivista

"Scopo della psicoterapia costruttivista è quello di aiutare una persona a ri-costruire la propria vita senza che essa rimanga vittima del proprio passato" (George  Kelly)

 

Nell'ottica Costruttivista, il processo terapeutico si propone di promuovere un cambiamento accompagnando la persona nel conseguimento di un nuovo stato di equilibrio che non si limiti a una risoluzione degli aspetti sintomatici del disturbo, ma che coinvolga elementi della propria identità “sentita” e “narrata” (Cionini, 2013b).

 

Il fatto di non considerare il sintomo come “bersaglio” diretto del lavoro terapeutico deriva non soltanto dall’idea che un cambiamento esclusivamente sintomatico sia a rischio di non mantenersi nel tempo, ma anche che la sintomatologia – pur nella sofferenza che comporta – rappresenti il modo migliore che la persona ha trovato per mantenere il proprio equilibrio sistemico, nel far fronte a eventi percepiti (più o meno consapevolmente) come soggettivamente scompensanti (Cionini,1998; Cionini, Ranfagni, 2011).

I presupposti del costruttivismo e della fenomenologia privano il terapeuta della possibilità di utilizzare i criteri di giusto/sbagliato, vero/falso, razionale/irrazionale rispetto ai modi di pensare/sentire/agire del paziente e rendono improponibile l’idea che egli possa offrire qualsiasi significato alternativo ”migliore” rispetto a quelli costruiti dalla persona.

L’obiettivo del terapeuta diviene allora, in primo luogo, quello di comprendere olisticamente l’altro nella sua complessità e particolarità: “il suo modo di essere nel mondo”. A tal fine il terapeuta – evitando l’uso delle etichette nosografiche – si propone di cogliere il “senso” della logica interna dell’altro e di costruirsi una immagine del modo in cui la persona attribuisce significato alle proprie esperienze nel presente, come effetto ricorsivo dell’insieme delle esperienze della sua storia passata.

Professionista di riferimento: Dott. Stefano Barbieri