• CompletaMente

Andamento lento: un rientro al ritmo del benessere


Rientrare dalle vacanze significa tornare ad affrontare i ritmi quotidiani previsti dal nostro stile di vita, solitamente scanditi da un orario impostato per la sveglia, un tempo limitato per la pausa pranzo e un rientro a casa spesso posticipato rispetto a quando vorremmo o a quando ne sentiamo la necessità. Per chi non ha trascorso una vacanza adrenalinica o molto serrata coi tempi, la ripresa può essere critica quanto chiedere ad una automobile utilitaria di accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi netti.


Vi è capitato durante il riposo estivo di trovare dentro di voi energie inattese che vi permettessero di accelerare i ritmi per ottenere qualcosa di piacevole, come ad esempio una gita in una località difficilmente accessibile o una attività sportiva che di solito non praticate? Così come nel mezzo della quiete possiamo godere di una piacevole accelerazione, al tempo stesso è importante cercare di prevedere momenti di rallentamento durante l’accelerazione richiesta per entrare nei ritmi abituali.


Un equilibrio armonico tra relax e stress, tra rallentamento ed accelerazione, tra vitalità e pigrizia rappresenta una integrazione necessaria per raggiungere il benessere. Dal punto di vista clinico, prolungate situazioni di apatia e assenza di coinvolgimento in attività piacevoli o stimolanti possono portare ad episodi depressivi; viceversa, situazioni di continua frenesia ed impossibilità di tirare il freno, anche solo per avere momenti in cui riposare bene o per effettuare tre pasti all’interno della giornata, possono affaticare eccessivamente il corpo e la mente. In queste situazioni, spesso, siamo abituati anche culturalmente ad imporci di sostenere ritmi serrati ai quali ci assuefacciamo, salvo poi poter incorrere in somatizzazioni, ovvero sintomi corporei causati da un affaticamento mentale globale e continuativo.


Saper alternare i ritmi è un segnale di benessere, non solo dal punto di vista psicologico ma anche dal punto di vista fisiologico. Nelle ultime sedute dei nostri training di biofeedback, i pazienti padroneggiano le tecniche per impostare una respirazione lenta e, quando riescono ad attuarla continuativamente per qualche minuto il battito cardiaco diventa più pronto ad accelerare! Nel grafico che il sensore traccia durante la seduta, risulta evidente una maggiore ampiezza in concomitanza con una frequenza respiratoria minore. Si tratta di uno degli aspetti legati alla variabilità della frequenza cardiaca, un argomento decisamente più ampio di questo aspetto specifico, tuttavia per quanto riguarda l’esperienza quotidiana rappresenta esso rappresenta un principio chiave e una importante risorsa. Esso ci permette di provare su noi stessi come la capacità di rallentare sia un presupposto per mettersi nelle condizioni di poter accelerare.

5 visualizzazioni