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Attacchi di panico? La soluzione è nel tuo corpo


Durante un attacco di panico il mondo sembra crollarci addosso, la testa e il corpo sono percepiti come fuori controllo e la fine appare imminente. Gli attacchi di panico sono un obiettivo di intervento della psicologia e si possono risolvere con percorsi psicoterapeutici più o meno brevi. Uno studio appena pubblicato dall'università di Adelaide (Australia) ha investigato nello specifico come poter intervenire nelle situazioni in cui a questa forma intensa di attacco di ansia si uniscono anche patologie cardiache.


La procedura definita con l'acronimo PATCHD (Panic Attack Treatment in Comorbid Heart Diseases) definisce linee guida per un intervento efficace in grado di valutare la gravità medica della componente cardiaca come primo aspetto, intervenendo in seguito con una psicoterapia cognitivo-comportamentale che insegni a non catastrofizzare i sintomi corporei. Cosa significa? Imparare a riconoscere i segnali di ansia, dare ad essi un nome, gestire la sofferenza che essi causano, cercando al tempo stesso di allontanare le convinzioni che essi sono segnali di morte imminente. Convinzioni comprensibili, soprattutto durante il primo attacco di panico, ma psicologicamente molto dannose perchè impediscono di uscire dal panico.


La parte successiva per completare e rendere l'intervento davvero efficace è rappresentata da "esposizioni enterocettive in ambiente sicuro ed esercizi supervisionati da un esperto". Rientrano in questa tipologia di intervento le sessioni di biofeedback, che permettono di prendere consapevolezza dei propri parametri corporei e delle loro variazioni. Conoscerli meglio è il primo passo per temerli di meno; conoscerli bene con un professionista in grado di riconoscerli e spiegarli alla luce dello specifico paziente è un requisito essenziale per affrontarli in modo efficace.

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