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Biofeedback contro la fatica fisica... e mentale


Ogni volta che svolgiamo attività fisica non ci sottoponiamo solo ad uno sforzo fisico, sia in ambito agonistico sia in ambito amatoriale, ovvero per semplice allenamento sportivo dettato dalla voglia di tenersi in forma. Ad affiancare la fatica riguardante il corpo è presente un vero e proprio affaticamento mentale che può compromettere la prestazione fisica.


L'affaticamento mentale è un fenomeno psicofisiologico complesso che si sperimenta soprattutto attraverso sensazioni di stanchezza o mancanza di energia: esso si associa all'esecuzione di compiti cognitivamente complessi, che richiedono un attivo “controllo cognitivo” (Boksem & Tops, 2008). Il controllo cognitivo è un aspetto legato all’autocontrollo e coinvolge processi cognitivi mediati che consentono l'inibizione di risposte indesiderate o l'attivazione di pensieri o comportamenti diretti all'obiettivo (Inzlicht, Bartholow, & Hirsh, 2015). Al tempo stesso, il controllo cognitivo permette di modificare o mantenere molti comportamenti relativi alla salute, come evitare le tentazioni di ingannare una dieta oppure mantenimere della performance in condizioni di sforzo fisco: pertanto esso è sia un requisito fondamentale sia una fatica supplementare da gestire.


Pochi studi hanno studiato le strategie di intervento per attenuare gli effetti dell'affaticamento mentale sullesercizio fisico e la performance. Un recente studio condotto da Denver M.Y. Brown e Steven R. Bray (2018) ha esaminato l’utilizzo del biofeedback relativo alla frequenza cardiaca come tecnica specifica per aiutare lo sportivo a moderare gli effetti dell'affaticamento mentale sulla prestazione in condizione di sforzo intenso. Gli studiosi hanno introdotto il biofeedback come intervento tra il compito cognitivo e la prestazione fisica, evidenziando che i soggetti che eseguono un intervento di biofeedback per la frequenza cardiaca prima della performance fisica riescono a mitigare l'affaticamento mentale, confrontati coi soggetti che non hanno quel tipo di trattamento. In assenza di biofeedback, il compito cognitivo ha un effetto negativo diretto sulla successiva performance in termini di ridotto impegno verso l'obiettivo e percezione di sforzo prodotto.


In sintesi, lo sforzo fisico e l'impegno dedicato al raggiungimento dell'obiettivo si riducono se non si prendono contromisure nei confronti dell'affaticamento mentale.




BIBLIOGRAFIA

Boksem, M. A., & Tops, M. (2008). Mental fatigue: costs and benefits. Brain research reviews, 59(1), 125-139.

Brown, D. M., & Bray, S. R. (2017). Graded increases in cognitive control exertion reveal a threshold effect on subsequent physical performance. Sport, Exercise, and Performance Psychology, 6(4), 355.

Brown, D. M., & Bray, S. R. (2018). Heart rate biofeedback attenuates effects of mental fatigue on exercise performance. Psychology of Sport and Exercise.

Inzlicht, M., Bartholow, B. D., & Hirsh, J. B. (2015). Emotional foundations of cognitive control. Trends in cognitive sciences, 19(3), 126-132.

Tags:

biofeedback

frequenza cardiaca

psicologia dello sport

affaticamento mentale

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