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Studiare Smart, come superare un esame tra pandemia e quarantena

Fino all’inizio del 2020 la parola “smart” indicava un processo snello, spesso facilitato dalla tecnologia e in grado di ottimizzare tempi e benefici. La pandemia ha modificato l’uso di “smart” soprattutto come prefisso iniziale per le parole che indicano l’esecuzione di attività da remoto, su tutte “smartworking” (appunto, lavorare a distanza).


Ovviamente ci sono diverse tipologie di lavoro e non tutte possono essere svolte a distanza, altre invece possono essere ugualmente efficaci ma non sono permesse da alcuni datori di lavoro. Tra le attività sicuramente indicate per essere effettuate da remoto rientra lo studio, in particolare per gli studenti universitari, ovvero quelli che già dovrebbero aver acquisito un metodo di studio e quindi essere autonomi nell’approcciarsi ai libri e al materiale da apprendere.



Come è cambiata la vita di uno studente universitario durante la pandemia? Lezioni a distanza - spesso anche registrate, esami dalla propria cameretta e attività formative pratiche in molti casi trasportate online. I risultati accademici possono non risentirne, ma l’esperienza universitaria sicuramente sì. Spesso, tuttavia, questi due elementi vanno di pari passo: se è anche vero che una parte di studenti preferisce studiare da solo e lontano da distrazioni, è altrettanto frequente che non tutti hanno un ambiente domestico adatto a farlo. Sicuramente, inoltre, il confronto con altri permette sempre di situare la conoscenza appresa, quantomeno in un dialogo o uno scambio di idee, piuttosto che immagazzinare esclusivamente delle nozioni.


La soluzione recentemente presa dal governo è stata la proroga dell’anno accademico in corso, ovvero nessuna tassa di iscrizioni per chi si laurea entro giugno al posto che entro marzo per molti atenei. Un bonus di tempo da poter utilizzare, importante anche per il possibile risparmio economico, ma che certamente non risolve le criticità che si riscontrano quotidianamente mettendosi alla propria scrivania per studiare.


Per non rendere completamente insipida la preparazione di un esame, può essere utile aggiungere un po’ di sale alla propria preparazione: non tanto, potremmo dire “qb” come nelle ricette, ovvero “quanto basta” per non dover studiare isolati se questa non è la nostra modalità preferita e più efficace di farlo.


Stabiliamo un contatto, ovvero non dimenticare che le videochiamate sono lo strumento per lezioni, aperitivi online e molte altre attività al giorno d’oggi, ma anche per un confronto specifico coi compagni di corso. Essere spesso collegati coi propri compagni, per lezioni o chat informali, non significa per forza che si sta studiando con loro. Proprio come ritrovarsi in biblioteca, definire alcuni appuntamenti codificati per confrontare l’avanzamento del proprio studio e discutere eventuali concetti poco chiari è un passaggio importante per supportare il proprio metodo di studio. “Stabiliamo un contatto / Ma stabiliamolo adesso / Prima che sia troppo tardi / Prima che arrivi qualcuno a distrarci”: la strofa di questa famosa canzone degli Stadio ci avverte di tutelare anche questo tipo di spazi online, evitando possano essere distratti da altri spazi più informali.


Argomento a scelta, ovvero non dimenticare di comprendere quali sono gli argomenti che ci interessano e appassionano maggiormente. Di fronte a numerosi libri da preparare, centinaia (a volte migliaia) di pagine sono richieste per la preparazione di un esame, non tutti gli argomenti hanno lo stesso peso: la distinzione tra manuale e libri a scelta, infatti, spesso è già una indicazione in tal senso. Può capitare che a volte alcuni docenti, spesso anche loro provati dalla modalità di esame a distanza, possano decidere di concedere il bonus dell’argomento a scelta: è molto importante non farsi trovare impreparati ed avere in testa qual è il proprio cavallo di battaglia. La modalità di studio da remoto può essere un’occasione per collegarsi con altri compagni che condividono la stessa preparazione ma hanno argomenti a scelta diversi: in questo modo è possibile scambiarvi le conoscenze condividendo ognuno il proprio argomento preferito.


Lezioni fantastiche e dove trovarle, ovvero capire quali sono le lezioni migliori a disposizione ed eventualmente prevedere un calendario per la visione delle stesse. Le lezioni a distanza, infatti, possono essere in molti casi frustranti per la difficoltà ad intervenire, per i limiti eventuali delle connessioni e soprattutto per l’assenza di vicini di banco, tuttavia possono rappresentare un bagaglio di informazioni a disposizione “on demand”, ovvero a richiesta. Molte volte prima di un esame ci siamo trovati a riguardare in modo intenso gli appunti della lezione di quel docente, magari risalente all’inizio del semestre e quindi molti mesi addietro: rivedere la stessa lezione dopo lo studio dei libri ci permetterebbe di riviverla con un’altra competenza e lettura critica. Pertanto, rivedere alcune lezioni a ridosso degli esami può essere una buona strategia per rinfrescare alcuni concetti espressi direttamente dalla competenza del docente.


Esprimersi, ovvero provare a ripetere quanto si è appreso con altri compagni, ovviamente soprattutto per quanto riguarda gli esami orali. Dare una forma verbale a quanto si è appreso permette di dare vita alle parole e non tenerle vive solo su testi o schermi: se siamo abituati ad esporre a qualche familiare o congiunto, non abbiamo differenze rispetto ad una preparazione classica. Viceversa, se sono le pause caffè o i momenti alla fotocopiatrice in biblioteca i momenti in cui si prova a ripetere un passaggio specifico, lo studio a distanza necessita di definire spazi diversi per poter esprimere le proprie conoscenze. Inoltre, lo studio a distanza a volte impedisce di comprendere bene anche solo la pronuncia di alcune parole (o nomi propri di autori di riferimento), quindi un confronto vocale specifico permette di scongiurare anche questo tipo di difficoltà. Anche se non dovete studiare Csíkszentmihályi, autore della teoria psicologica dello stato di flow.


Qualora invece la quarantena fosse la vostra condizione naturale e preferita per studiare, quindi un habitat in cui vi trovate a proprio agio e siete più produttivi, non avrete nessun problema per preparare gli esami, anzi. Non dimenticate però di provare a stringere legami con qualche compagno universitario con cui siete più in sintonia: la vita universitaria è fatta di voti, ma anche di storie che si intersecano in un periodo della vita in cui è spesso possibile conoscere persone con interessi simili e in grado di poterci accompagnare anche nelle prime sfide lavorative.

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